Riflessioni teoriche emerse dal progetto giraBologna

Oltre ad essere uno strumento per la promozione turistica di una città, giraBologna costituisce anche il primo passo di una ricerca con esiti e prospettive di lavoro interessanti in almeno due direzioni: la formulazione dei 'linguaggi' multimediali e l'evoluzione del genere artistico del ritratto di città.

Linguaggi multimediali

E' sotto gli occhi di tutti come gli odierni strumenti di riproduzione digitale consentano un'integrazione di media differenti in forme sempre più sofisticate. Simulazioni tridimensionali, filmati, immagini panoramiche, animazioni sintetiche sono alcuni degli artifici visivi che si usano per presentare ed elaborare dei contenuti con gli scopi più disparati: intrattenimento, ricerca scientifica, didattica.
L'integrazione dei diversi media e degli artifici visivi favorisce ovviamente l'invenzione di nuove modalità di comunicazione, arricchisce il 'linguaggio' della comunicazione multimediale in fieri.
giraBologna partecipa a questo processo applicandosi nella riproduzione del centro storico di una città. Cerca così di elaborare delle forme di rappresentazione ed esposizione delle sue ricchezze storiche e artistiche che siano efficaci e innovative. Lo fa integrando le tecnologie multimediali e gli artifici visivi vecchi e nuovi (mappe topografiche, panorami, filmati, incisioni, foto, piante di edifici) in modo da sfruttare le peculiarità riproduttive e comunicative di ciascuna. Vuol dare al navigatore virtuale una pluralità di informazioni sui luoghi e le opere che incontra via via perseguendo l'obiettivo di rendere conto delle molte dimensioni della cultura cittadina.

Imago urbis

Il riferimento al piano dei contenuti rappresentativi implica necessariamente una domanda cruciale: quale imago urbis emerge dalla riproduzione digitale? Ovvero, quale ritratto di città si ricava utilizzando questi strumenti nella riproduzione dello spazio di un centro urbano denso di storia e di cultura?
Planimetrie, scorci, vedute, fotografie, documentari, film hanno plasmato nel corso del tempo le forme in cui abbiamo ritratto e ci siamo immaginati le città. Passando in rapida rassegna alcuni esempi possiamo notare come nel passato si siano create mappe per mostrare il codice che lega la dislocazione dei luoghi simbolici della città, fornendo la chiave per la comprensione di una presunta forma segreta. Più recentemente la tecnica cinematografica ci ha consentito di registrare i ritmi e i flussi della vita urbana. Nel medioevo si è talvolta affidato alle incisioni xilografiche il compito di sintetizzare i tratti architettonici e simbolici delle città. Oggi affidiamo alle installazioni ambientali il compito di sperimentare varie forme di dialogo con il tessuto spaziale o il vissuto storico urbano.
Da questi esempi emerge come nel corso della storia si siano prodotte una infinità di imago urbis, tant'è che a partire dal XV secolo il ritratto di città costituisce un vero e proprio genere artistico. Grazie alle tecniche più diverse si sono così prodotte una molteplicità di rappresentazioni che evidenziano aspetti diversi della vita e delle concezioni di città, alcune più simboliche e idealizzate altre più realistiche, ciascuna mossa dall'intento di cogliere un aspetto significativo e precipuo della città ritratta.


giraBologna, con l'utilizzo dei suoi artifici multimediali, vuole confrontarsi appunto con il ricco patrimonio culturale e artistico della città emiliana sperimentando la possibilità di una resa dei suoi molteplici caratteri e qualità storiche e artistiche. Le modalità riproduttive di giraBologna, evidenziano alcune delle sue qualità artistiche, come per esempio la spazialità urbana, che è fortemente caratterizzata dalla trama porticata che intesse il centro storico.
Percorrendo la rete dei portici - realmente o virtualmente - si percepisce infatti l'alternarsi di pieni e di vuoti, di palazzi e di piazze, di facciate basilicali e di fughe prospettiche porticate. L'architettura si fonde con l'urbanistica creando luoghi ora morfologicamente e stilisticamente organici ora frammentari o sedimentari, e ciò nello spazio di pochi passi. La forza unificante dei portici fa sì che attraverso il loro percorrimento le dimensioni dell'interno e dell'esterno si mescolino creando nello spazio urbano una perfetta continuità che rende la città un unico monumento a scala urbana.

Ma la spazialità di giraBologna, che infittisce i punti di vista sulla scena urbana all'aumentare delle qualità estetiche dello spazio che si sta visitando, amplifica l'effetto di densità artistica della città reale, consentendoci di passare rapidamente dalle opere a scala urbana ai cortili e agli interni fino ai dettagli degli affreschi e dei quadri.
Se nel breve volgere di pochi clic si può repentinamente saltare di scala, avere viste diverse sulle stesse opere, approfondire la conoscenza visiva con altri contributi mediali, allora è possibile seguire da vicino la modulazione dello spazio architettonico e delle opere d'arte e cogliere sinteticamente contenuti artistici e valori estetici che nella realtà sono espressi da mezzi comunicativi differenti (affreschi, portali, quadri, edifici, loggiati, eccetera).
Questo può essere d'aiuto per comprendere, ad esempio, le vicende dei generi e degli stili artistici che hanno interessato la città. Si può vedere quali caratterizzazioni locali abbiano avuto alcuni stili storici, come ad esempio il Gotico o il Barocco. Oppure si possono seguire le evoluzioni di generi rappresentativi che in questa città hanno avuto sviluppi significativi. Come nel caso della simulazione pittorica dell'architettura (la quadratura) che ha influenzato l'arte e la cultura europea dal XVII secolo.
Nella resa del patrimonio artistico della città la messa in scena multimediale può far risaltare le opere non solo seguendole da vicino, ma anche rendendo possibile l'effettuazione di percorsi di visione inediti, oppure enfatizzando effetti ottici e visivi altrimenti non percepibili.
Ecco allora che, grazie alla possibilità di collegare punti di vista differenti in piena libertà dai vincoli della realtà fisica, si possono effettuare percorsi aerei con una serie di viste panoramiche sulla scena urbana. Oppure si possono cogliere relazioni spaziali che uniscono punti diversi della città come avviene ad esempio con il 'cannocchiale architettonico', un artificio che produce un interessante effetto ottico della Torre degli Asinelli (da dove? Vi sfidiamo a trovarlo).

Integrando la resa spaziale con altri materiali iconografici, testuali, filmici si può allora sperimentare la resa della pluralità di aspetti e caratteri di Bologna. Non solo di quelli eminentemente estetico-artistici, ma anche di quelli culturali, come ad esempio la cultura civile, la matrice cattolica, le forme di esercizio e rappresentazione del potere economico. Tutti aspetti per i quali stiamo progettando la realizzazione di una serie di percorsi tematici a partire dalla matrice reticolare oggi disponibile.

L'intero patrimonio culturale e storico ci sfida dunque a essere reinterpretato con i nuovi strumenti di rappresentazione e il nostro lavoro è appunto rivolto ad applicare i nuovi mezzi per vivificare tale patrimonio restituendo in modo pregnante i valori estetici e i tratti identitari della città. Tutto ciò per far conoscere Bologna ed al tempo stesso per elaborare artifici riproduttivi e schemi di immaginazione.